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27/04/12

LadyCore 2 - Robot Has Werewolf Hand, Deathrats, Punch

Sembra lo scorso post sia stato apprezzato, bissiamo allora

"Hardcore is not for ladies"

Quante volte abbiamo sentito questa enorme cazzata carica di sessismo preconcetti e di una latente cultura machista degna dei though guy americani ultrapalestrati che cantano sforzando ogni muscolo del proprio corpo per far vedere quanto sono duri e puri e quanto sono forti?
A me personalmente questa cosa ha sempre fatto girare i coglioni, sarà perché mi è sempre stato sul cazzo il sessismo (che sia maschilismo o che sia femminismo, poco m'importa, il femminismo è morto e non ha più senso di esistere, ma non è certo questo il discorso che voglio fare ora quindi non intendo continuarlo), sarà perché mi sono sempre stati sul cazzo gli stereotipi, fai musica potente devi essere potente, sei gay devi fare musica "da frocio" e blablabla e blablabla e vaffanculo a tutti.
Proprio per questo ho deciso di fare una piccola raccolta di qualche gruppo in cui cantano delle ladies e di piazzarlo qua, giusto per ricordare che l'hardcore non è una cosa solo per maschi, giusto per ricordare che l'hardcore non è soltanto musica, e allora invece che dirlo e basta, facciamo anche nel concreto qualcosa per quello in cui si crede.


Robot Has Werewolf Hand (sì i link sono due ho messo sia il myspace che un altro sito)

I Robot Has Werewolf Hand furono un gruppo americano, di Buffalo, per la precisione, attivo dagli inizi del 2000 fino al 2004. Nella loro purtroppo breve esistenza hanno pubblicato un demotape (Get Confused?) del 2002 e un EP (The Love And Destruction) e un LP (The "Endless"), entrambi del 2003. Per intenderci il chitarrista, Justin, è lo stesso dei They Live, si quello dello split coi Ruination (vi scappa un "porco dio"?beh ci sta tutto). Hanno due cantanti, Dave, maschio, e Kristen, femmina. Il demo è più lento rispetto agli altri due dischi, un po' meno urlato, ma comunque abbastanza veloce, e pur sempre urlato. Rimane comunque acerbo e si sente. L'LP è il disco registrato meglio. Più distorto, più equilibrato a livello di suoni, il disco migliore tra i 3, forse. L'EP è registrato sempre meglio del demo, ma decisamente peggio dell'LP, la chitarra si sente meglio e forse si sentono troppo le voci (anche se non guasta, a dirla tutta). Le voci di Dave e Kristen si alternano bene a tratti si sovrappongono creando un ottimo intreccio. Il riffing rimane sempre di ottimo livello in tutti e 3 i dischi comunque. La miscela rimane sempre il misto tra hardcore e fastcore/powerviolence con le urla che fanno da contorno al tutto. La voce di Kristen è roca e urlata, non troppo acuta, non sforzata.
Mi spiace sinceramente che si siano sciolti perché, soprattutto l'LP, mi piace parecchio, e potevano sfornare altri gran bei dischi.




Gruppo di Washington, DC, scioltisi tipo 3 mesi fa (porco dio?sì, porco dio). Sono attivi da qualche anno e hanno pubblicato un 7" Self Titled (o un demo?ancora non ho capito) nel 2009, e Give Up, un altro 7", l'anno scorso. I Deathrats suonano un hardcore dalla velocità mediamente abbastanza elevata, con qualche accenno di melodia nei riff, il primo 7" è registrato meglio ed è più comprensibile di Give Up, ma a livello di canzoni  Give Up è più maturo. La durata media dei brani è poco superiore al minuto, che è un ottima cosa direi. Anche in questo caso sarei stato curiosissimo di sentire un terzo lavoro registrato bene e con le potenzialità di Give Up ma purtroppo non ci sarà.




Ed ecco a voi sto gruppo vegan straight edge che probabilmente ormai tutti quanti conoscete quindi evito delle gran presentazioni e passo direttamente ai dischi.
Han fatto un demo tape (adoro le cassettine io) nel 2007, registrato anche abbastanza bene (sicuramente meglio rispetto anche a dischi che siamo tuttora abituati ad ascoltare, dischi, non demo). Voce sforzatissima e acuta, molto roca, mi piace, anche se a tratti è quasi gracchiante e può risultare fastidiosa. Blast frequenti, alternati a parti più lente, mai eccessivamente pesanti comunque. Tutte le canzoni sono poi state incluse in uno dei dischi seguenti, riregistrate ovviamente.
L'anno dopo han pubblicato Eyeless, un 7". La qualità della registrazione grosso modo è la stessa del demo, un po' più nitida forse, ma ancora molto grezza, la soluzione musicale è la stessa, solo forse più incisiva, la velocità è aumentata rispetto al demo, ma allo stesso tempo sono aumentate anche le parti lente, che sono pure più pesanti e pestate.
Ancora un anno e nel 2009 esce il primo LP, omonimo. La registrazione è decisamente migliorata, il suono è molto più pulito (direi pulito al punto giusto). La voce è ancora urlata come piace a me (evviva evviva) ma più pulita allo stesso tempo (non nel senso meno urlata, ma nel senso meno roca). Il riffing/songwriting si fa più complesso, sempre rimanendo comunque abbastanza semplice ed essenziale. E attenzione attenzione, in qualche riff c'è pure una parvenza di melodia (poca, per fortuna però), e qualche sperimentazione in più, ma che non guastano in questo caso.
E l'anno seguente via con un altro LP, è la volta di Push Pull, questa volta. La voce è meno urlata ora, o meglio rimane sempre urlata ma è meno roca, più pulita, la preferivo prima, personalmente. Anche il suono in generale è più pulito e registrato meglio, anche del precedente LP. Si riducono le parti lente, tuttavia il disco risulta complessivamente meno incisivo rispetto ai precedenti (o per lo meno sicuramente rispetto al precedente). Rimane un bel disco comunque, anzi direi un ottimo disco, il problema è confrontarlo con i precedenti.
Toh, passa un anno ancora e nel 2011 pubblicano l'ultimo EP. La lunghezza media delle canzoni si alza lievemente. La registrazione è ancora una volta ottima. Forse più hardcore e meno fast rispetto al precedente, anche se rimane sempre veloce come disco. Anche qua è presente qualche pissolo spunto melodico,  ma meno azzeccato rispetto ai precedenti. La voce è migliorata rispetto a Push Pull ma non regge il confronto con Eyeless o l'LP. Forse il loro disco che mi piace meno, anche se rimane sempre un buon disco.

08/03/12

LadyCore - 1 - Livore, Gather, Downright


"Hardcore is not for ladies"

Quante volte abbiamo sentito questa enorme cazzata carica di sessismo preconcetti e di una latente cultura machista degna dei though guy americani ultrapalestrati che cantano sforzando ogni muscolo del proprio corpo per far vedere quanto sono duri e puri e quanto sono forti?
A me personalmente questa cosa ha sempre fatto girare i coglioni, sarà perché mi è sempre stato sul cazzo il sessismo (che sia maschilismo o che sia femminismo, poco m'importa, il femminismo è morto e non ha più senso di esistere, ma non è certo questo il discorso che voglio fare ora quindi non intendo continuarlo), sarà perché mi sono sempre stati sul cazzo gli stereotipi, fai musica potente devi essere potente, sei gay devi fare musica "da frocio" e blablabla e blablabla e vaffanculo a tutti.
Proprio per questo ho deciso di fare una piccola raccolta di qualche gruppo in cui cantano delle ladies e di piazzarlo qua, giusto per ricordare che l'hardcore non è una cosa solo per maschi, giusto per ricordare che l'hardcore non è soltanto musica, e allora invece che dirlo e basta, facciamo anche nel concreto qualcosa per quello in cui si crede.


Gruppo abruzzese, canta Valeria, tematiche anarchiche, sociali e antispeciste, musicalmente si tratta di un hardcore moderno, con influenze metal, qualche apertura melodica, a tratti più pestato, a tratti più veloce, attivi da qualche anno, hanno pubblicato un Demo nel 2010 e Allevatori Di Morte nel 2011. Ottimo gruppo sono decisamente curioso di vederli dal vivo perché ancora non sono riuscito.

Download (volendo potete scaricare pure dal sito, direttamente)



Gruppo californiano di metà anni 2000 che adoro, decisamente. Vegan Straight Edge di matrice anarchica, i Gather fanno un hardcore metal molto influenzato dal metalcore degli anni '90, mi riferisco in particolare a gruppi come gli Unbroken, a tratti più metallone, a tratti più tirato, anche con giri a note singole più prettamente metalcore recente. Hanno pubblicato tre dischi (che io sappia) ovvero uno split coi Seven Generations (altro gruppone), del 2005, un EP, Total Liberation (forse il migliore, a mio avviso, anche se non si capisce se sia del 2004 o del 2005), e un LP, Beyond The Ruins, del 2006. La voce di Eva è forse tra le voci femminili che mi piace di più, potente, piena, urlata, si sente decisamente che quando canta da tutto.



Portiamo un po' più di velocità a questo post. I Downright sono, o per meglio dire erano, una fantastica perla di questo italico paese dimmerda. Attivi da fine anni 90/inizio 2000, il combo genovese ha sfornato 3 dischi e partecipato a qualche compilation (le compilation non le menziono sennò è la fine). Il primo disco fu un 7" omonimo, ormai assai raro da reperire (il buon vecchio Biba forse ne ha ancora qualche copia), che risale al 2000, segue uno split coi FlopDown, di Viterbo, del 2002, se non sbaglio, e poi segue l'ultimo disco, del 2006, La Battaglia Del Silenzio. Musicalmente i dischi sono tutti diversi l'uno dall'altro. Il primo 7" è molto grezzo, un HC vecchia scuola che riprende a piene mani dal militant HC italiano degli anni '90, la velocità non è mai elevatissima, la voce della Patty è urlata, un po' sforzata ma sempre e comunque comprensibile, rimane pulita. Personalmente le canzoni che preferisco sono Ovunque Tu Guardi e Tela Di Ragno, le ultime due, proprio perché la voce sfocia in urla più viscerali, meno pulita, ma più sentita (a mio avviso, chiaramente, ma poi io sono un amante delle corde vocali dilaniate per cantare). Nello Split coi FlopDown invece prevale questo aspetto (infatti queste sia Ovunque Tu Guardi sia Tela Di Ragno sono presenti nello split), ho già descritto quindi l'aspetto vocale, musicalmente dall'HC vecchia scuola del primo 7" passiamo a un hardcore più tirato, tendente al fastcore per alcuni versi, la velocità è comunque generalmente più elevata. Ne La Battaglia Del Silenzio invece cambia ancora tutto. Vocalmente è il disco più vario, generalmente infatti la voce è meno urlata, quasi come se fosse un cantare ad alta voce e basta, con voce un po' roca, a tratti tuttavia sfocia ancora nell'urlato, a tratti quasi melodica (non prendetelo come un difetto, in questo caso, anzi, rende decisamente). Musicalmente si torna ancora a un HC vecchia scuola abbastanza tirato, con vari cenni (omaggi) ai Black Flag, sicuramente è il disco registrato meglio e più maturo. Una nota di merito per gli intro, fantastici. Le tematiche vanno dal personale al sociale all'antispecismo.


P.S. Questa è la prima puntata di un qualcosa che spero vada avanti nel tempo.

20/02/12

Chokehold - Instilled


Gruppo decisamente importante per tante cose, i Chokehold.
Li ritengo parecchio interessanti sia per quel che suonavano sia per quel che dicevano.
Quindi per questo disco proverò a fare una cosa nuova.
Scriverò per ogni canzone l'introduzione, scritta dagli stessi Chokehold, così che tutti gli interessati possano leggerla, non le tradurrò in italiano perché non sono un gran traduttore, capisco il senso ma non sono bravo a tradurre, e dato che ormai con internet gli strumenti per poter comprendere una frase in inglese ci sono tutti, lascio fare a voi, anche perché penso che in questo modo le parole siano decisamente più incisive e genuine.
Per i testi, invece, vi rimando a questo link, in cui ci sono tutti i testi delle canzoni, così potete anche leggere direttamente quelli.
Ok partiamo con l'introduzione al gruppo quindi, non mi dilungo eccessivamente perché un amico lo ha già fatto quindi rimando all' articolo sul suo blog se vi interessano informazione più dettagliate. Mi limiterò a citare il fatto che sono un gruppo Anarcho Vegan Straight Edge nato nel 1990 in Canada, scioltisi circa 7 anni dopo.
Sicuramente furono tra i gruppi più influenti tra il metalcore 90's, o chugga chugga, come lo chiamiamo noi del ghetto.
Questo ritengo sia uno dei loro dischi più belli e rappresentativi, assieme a Content With Dying, dell'anno successivo.
Generalmente questo disco presenta un suono di chitarra abbastanza distorto (non eccessivamente, però, si riescono ancora a comprendere le note, senza rendere caotico e troppo impastato il suono, per intenderci), una batteria in cui si sente soprattutto il rullante, ma che comunque non viene eclissata dal resto, una voce urlata, senza sfociare nello sbraitato. La velocità non è mai elevatissima, non per i miei standard, diciamo, e ci si alterna tra parti più lente e parti più veloci, molto veloci per il genere. I giri di chitarra utilizzano spesso il palm mute, dando più pesantezza al suono, e sono comunque in genere fatti su note basse. È presente anche qualche apertura melodica nei riff. Il basso non è sempre ben distinguibile, ma fa il suo sporco lavoro (ora la Rika mi uccide perché ho associato "sporco" a "basso").

we don't care what you think of us, we don't care if we rub you the wrong way, but we want to offer a little more than the average straight edge band. we'd like to create thoughts, we want to deal with issues that are real. straight edge should mean a little more than screaming the word go and singing songs about friendships gone bad or the pain inside. music is a weapon. it's the best way of spreading ideas and we feel if we had nothing more than our personal life to sing about then it would be totally senseless and irrelevant, cause the world doesn't revolve around only us and there are greater problems at hand. silence equals death in more ways than one.

Le canzoni sono 5 quindi vado direttamente ad analizzarle una per una.

Burning Bridges
La canzone inizia con un giro di basso, subito entra la chitarra e parte la canzone, che si alterna tra parti più lente e pestate e parti più veloci.

veganism and animal liberation are very important, so is the way you spread the message. forcing your views down someone's throat with the attitude of "our way or no way" can and will turn people off your ideas. we have to create bridges to communicate not burn them down

Mindset
Canzone decisamente più corta della prima. Parte velocissima (da prendere coi ferri il "velocissima" dato che si tratta pur sempre di metalcore 90's, non aspettatevi un blast beat eh, ndL), per poi rallentare nella seconda parte.

this song is directed at those who have the audacity to claim what is natural or what is wrong and right when it comes to relationships. it's time to realize love goes beyond some pre-set religious values.

Instilled
Questa canzone è caratterizzata prevalentemente da due cose, prima di tutto che è tutta lenta, ma anche, e soprattutto, dal fatto che ha due voci, una delle quali in certe parti fa il controcanto alla voce principale, in altre fa un discorso,, parlato, che si sovrappone alla voce principale.

we're told how to live, what we can achieve and what we can and cannot do. we are limited in our freedom. our society is made so we constantly are running in circles to make ends meet, never realizing that this rat race is pointless. told the only way is their way and any other is bound to fail. instilled with "their" values, "their" ideas.....we have minds but are urged not to use them

Anchor
Canzone lenta e pestata, all'inizio, poi parte col classico tupatupa (con, alla fine di ogni giro un bel palm mute pestatissimo). Ben presente in questa canzone il basso (Rika, mi sono fatto perdonare, visto?).

religion like any drug is a dependency, far from harmless. imposing their views, morals and standards on the rest of us. why is it accepted in the punk/h.c. scene? [especially the straight edge scene] what can sexism, spiecism and homophobia have in common with punkrock or hardcore?maybe it's time we stopped accepting things so blindly. maybe it's time you asked for some proof.


Culture Cease
La canzone inizia con la batteria subito seguita dalla chitarra con accordo ribassato e pestatissimo. In sottofondo la chitarra fa degli arpeggi, che conferiscono in parte un apertura melodica al giro. Tutta la canzone rimane lenta e pestata, nessuno spazio alla velocità, qua.

it seems nearly impossible for a culture other than the whiteman's to exist. constant struggle for freedom and rights are seized as they forse these culture to the brink of destruction. they'll make sure no other ideas are heard but theirs.

Questo disco quindi non è decisamente un disco "veloce", ma è un disco a mio avviso comunque meraviglioso e veramente significativo, sicuramente una pietra miliare per tutto il metalcore degli anni 90, soprattutto per il filone vegan straight edge.





Tracklist:
1- Burning Bridges
2- Mindset
3- Instilled
4- Anchor
5- Culture Cease

Download

P.S. Il libretto del disco è stampato con carta riciclata. Piccolissima dimostrazione di come le parole si supportano con le azioni.
P.P.S. Per errori correzioni ecc ecc fatelo presente.

23/11/11

Think I Care - S/T 7"

Si si lo so, è tanto tempo che non scrivo ma di acqua sotto i ponti dall'ultima volta ne è passata e sto facendo una fatica boia ad ascoltare roba e a scrivere cose. Spero di farmi perdonare in questi giorni con qualcosa di fico, o per lo meno fico per me


Eccoci qua dunque, secondo 7", self titled in questo caso, per i Think I Care, premetto che ho preso il disco solamente per la copertina, che vale decisamente la pena.
Il disco è del 2001 (abbastanza recente quindi) edito da Deadlive.
Mi rincresce soltanto che non ci sia il cazzo di libretto, il figlio di puttana che ce l'aveva prima di me deve averlo rotto perso o se l'è tenuto, se lo sgamo lo uccido.
Metto il disco in forno e faccio girare.
La miscela è un misto tra un HC a tratti Fastcore, con parti decisamente più furiose e blastate di scuola Powerviolence/grind in cui prevale decisamente la seconda parte. Si può notare anche qualche influenza 90's. Voce urlata in your fuckin face (da cane rabbioso, proprio come piace a me) che non lascia nessuno spiraglio alla melodia, povere le corde vocali del cantante. Ritmi di batteria direi parecchio elevati, in media. Da segnalare qualche parte lentaviolenta (non come quelle di Gigi D'ag) quasi a breakdown (mi riferisco in particolare a Force Fed).
I testi sono personali e abbastanza forti, in particolare quelli di critica alla gente, ai falsi, a chi, per sentirsi parte di un gruppo, segue le mode e via così.
Il disco fila liscio senza un calo di tensione o un intoppo. Le canzoni migliori a mio avviso sono Belong, Force Fed e Different Face (che bomba, CHE BOMBA), senza nulla togliere alle altre, che spaccano il culo pure quelle eh, quella invece che mi convince meno è Toy Town Crew.


Tracklist:

Side A
1- Phase
2- Belong
3- Burn
4- Force Fed

Side B
5- Different Face
6- Toy Town Crew
7- Doubt It
8- How's It Feel?

Download (se non va bene il download fatemi sapere, stronzy)

P.S. Precisazione per dovere di cronaca, sono un gruppo straight edge, codesti qui.

31/10/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 11



Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.

Ho riflettuto a lungo prima di definirmi straight edge. Sono sempre stato
intollerante alle etichette e alle definizioni che si incollano alle persone e
che, in alcuni casi, quelle stesse persone accettano di buon grado.
Non ho mai amato la "scena" perché troppo spesso crea barriere e da giudizi
morali (e perciò assoluti) su individui che adottano comportamenti non conformi
allo stile di vita dei suoi aderenti. Per questa ragione ho sempre storto il
naso quando sentivo qualcuno parlare di frikkettoni. Seppur non faccia uso di
sostanze stupefacenti, non mi voglio ergere a giudice di nessuno. Questo è un
errore commesso anche da molti compagni. Non sono un autoritario convinto di
conoscere la verità assoluta, ho sempre combattuto la moralità e il suo
assolutismo ( come insegna Stirner, vera e propria religione dei laici) e
perciò posso solo cercare di convincere le persone che la pensano diversamente
da me che le mie posizioni sono più logiche e ragionevoli ( e non le posizioni
giuste, perchè vorrebbe dire stabilire ancora una volta in maniera autoritaria
cosa è buono e cosa non lo è dando un ennesimo giudizio morale).
Allora perché ho scelto, nonostante tutto, di definirmi straight edge?
Molto spesso esprimere le ragioni che mi hanno portato a rifiutare l'
assunzione di alcolici e di droghe di ogni genere e il consumo del tabacco
richiede molto tempo che, purtroppo, non sempre si ha a disposizione.

Probabilmente se dovessi discutere approfonditamente con un altro straight edge
verrebbero a galla molte differenze sia nelle motivazioni che ci hanno portato
a queste scelte, sia nel significato stesso del termine: cosa vuol dire per noi
essere straight edge, il significato che individualmente gli attribuiamo.

Purtroppo rifiutando questa definizione me ne verrebbero incollate altre:
verrei giudicato come un semplice astemio oppure un salutista e non si
capirebbe la profonda critica al sistema vigente, sempre più omologato e
omologante, che trascende il semplice seppur fondamentale aspetto della
salvaguardia della propria salute. E' il limite del linguaggio umano: dalle
etichette non si sfugge! Io ho scelto di accettare quella che reputo più vicina
al mio modo di pensare, anche se ciò non mi piace affatto.
Fatta questa premessa che reputavo indispensabile, voglio parlare dei miei
"motivi di una scelta".

Bere alcolici fin da giovane età è diventata una norma: quando si esce in
compagnia, sia in ambienti militanti che con gli amici di paese, la persona che
beve molto viene vista di buon occhio, è un figo. Quante volte abbiamo sentito
queste persone vantarsi delle proprie esperienze alcoliche passate
rivendicandole con orgoglio? in un periodo storico dove le interazioni tra
individui stanno perdendo la loro spontaneità e stanno diventando sempre più
dipendenti dalle nostre protesi meccaniche e virtuali (cellulari, i-phone e
social network) l' alcool è diventato un mezzo per sopperire all' incapacità
sempre più diffusa di relazionarsi nel mondo reale. La timidezza viene vista
come un difetto, il "divertimento" è diventato d' obbligo: bisogna sempre
essere allegri e spensierati e allontanare da noi ogni sentimento e sensazione
"negativa" come la disperazione e la rabbia per la situazione opprimente che
viviamo ogni giorno e che porta a sporadici, seppur sempre più frequenti, atti
di ribellione. Inoltre molti alcolici sono testati sugli animali, molti vini
contengono chiarificatori con ingredienti di origine animale e poche sono le
birre effettivamente vegane.

Non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti, neppure le droghe cosiddette
leggere. Sarei ipocrita nel dire che sono sempre stato contrario alla loro
assunzione. Quando avevo 14-15 anni ero attirato dall' idea di fumare
marijuana, anche io ripetevo la solita litania "alla fine non fa così male".
Non credevo sinceramente in quello che dicevo e per paura che effettivamente
questa "esperienza" avesse potuto portare a conseguenze spiacevoli ho sempre
evitato di farla. Ero esageratamente preoccupato? Possibile! Ma non avendo mai
provato non posso neanche sapere come avrei reagito o se ciò mi sarebbe
piaciuto tanto da farmi cadere nel brutto vizio della dipendenza. Insomma, la
vigliaccheria mi ha salvato! Il mio attuale rifiuto verso l' assunzione di
stupefacenti è dovuta a due principali ragioni:

- il mercato che vi sta dietro. Le mafie hanno il monopolio nel commercio
delle droghe pesanti e poche sono le persone che si coltivano la loro piantina
di marijuana senza finanziare quello schifo.
- rifiuto di annichilire e lobotomizzare il mio cervello. Scelgo di essere
sempre presente, di avere concezione della realtà e del mondo che mi circonda,
anche quando la situazione che mi si presenta davanti non è delle migliori, non
è facile da accettare o mi può provocare dolore e dispiacere. Voglio affrontare
le difficoltà della vita con le mie forze e, nel caso queste non bastassero,
contando sull' aiuto delle persone che mi sono vicine. Vogliamo abbattere i
confini, superare ogni limite che ci viene imposto, aprire ogni gabbia e molti
di noi si segregano quotidianamente dietro le sbarre sempre più vincolanti e
opprimenti della dipendenza. 

Alcool e tabacco sono monopolio di stato. siamo costretti a scendere a
compromessi con questa società infame ogni giorno: quando riceviamo un salario,
quando facciamo la spesa, persino nella piccole cose, come quando ci alziamo
all' entrata in classe del preside. Nella lotta scelgo di essere coerente e di
scendere a meno compromessi possibili, perciò boicotto queste sostanze! Lo sxe
è una lotta per la mia autoaffermazione, consapevole che ciò non sarà mai
interamente possibile finché esisteranno classi e stati, ma è comunque un
inzio. La mia scelta è prima di tutto politica, è una lotta verso l' esistente
e lo sfruttamento e l' oppressione che ne deriva.

24/10/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 10



Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.


"Straight Edge - Motivi di una scelta"
La verità è che non mi ritengo Straight Edge, e che la mia non è stata una vera e propria scelta.
Non mi ritengo Straight Edge. Ma non so spiegare bene il motivo. Forse perché mi sono sempre state sul cazzo le etichette, quindi non vedo la necessità di chiamarmi in un modo solo per far capire agli altri una parte del mio essere. O forse la mia è solo una scusa perché "dichiararsi Straight Edge" mi fa una paura boia, mi sa di definitivo, di "per sempre", e io col "per sempre" non ho mai avuto un buon rapporto. O forse ancora è semplicemente che non mi sento parte di un movimento così eterogeneo come quello Straight Edge, che ha tanti elementi anche contradditori e che non condivido, al suo interno (basti vedere quelle merde degli Hate Edge, o gli Straight Edge "per moda", o gli Straight Edge che poi distruggono il loro corpo mangiando carne, o i vari Hardline pro-life, e la lista potrebbe andare avanti, ma non mi dilungo, anche perché credo di aver già dato degli ottimi esempi).
Non è stata una vera e propria scelta, invece, perché in realtà è (stata ed è tuttora) un' evoluzione, una presa di coscienza, che non è legata solamente al mio stile di vita drug free, ma anche al mio pensiero, al mio modo di vivere in generale ecc ecc, a tutto insomma, e che ovviamente non è conclusa.
Ho iniziato a bere alcolici alle scuole medie: le prime uscite con gli amici, le prime birre e via così, come al solito, come tutti o quasi i ragazzi insomma. Ma a differenza di altri non sono mai stato particolarmente propenso all'uso eccessivo, alla sbronza. Mi sono preso le mie sbronze, certo, ma non sono mai stato propenso. Forse perché adorando la musica ho iniziato ad andare a concerti vari, e vedevo sempre gente che magari pagava anche cifre astronomiche per dei biglietti (ma anche per due cazzo di euri, il concetto rimane sempre lo stesso) e poi il concerto non se lo vedeva neanche perché era sbronzissimo e collassato in un angolo, o peggio. Bevevo quindi ai concerti, ma giusto una o due birre. Iniziai però a bere sempre di più al di fuori dell'ambito musicale, trascinato dall'omologazione del gruppo di amici, normale a quell'età. Iniziai anche a fumare, per fortuna già in "tarda età" (rispetto alla media dell'epoca, per lo meno). Questo fu la mia rovina, perché cominciai a fumare sempre di più, arrivando anche, nel fine settimana, a più di un pacchetto al giorno. Nel frattempo il mio interesse per la politica (o forse dovrei chiamarlo semplicemente pensiero) cresce. Fumo qualche canna, ma fortunatamente questo vizio dura relativamente poco (pur sempre troppo, per i miei canoni attuali) e smetto, prevalentemente per un discorso contrario alla mafia, e anche, forse, di reazione allo schifo che vedevo in certi miei "amici" (se potevano chiamarsi tali) che pensavano solo a fumare e uscivano esclusivamente per quello.
Inizio (o per meglio dire continuo) ad esplorare sia musicalmente che politicamente parlando. Conosco il punk e inizio a girare per i concerti del genere, ma dopo poco mi annoia e approdo nei lidi dell'HC. Vado a vari concerti sempre continuando a fumare e bere, e anzi, venendo a conoscenza dell'esistenza degli Straight Edge, comincio ad insultarli (pur senza conoscerne nemmeno uno) a dire che è uno stile di vita senza senso, che sono delle privazioni inutili e via così. Intanto il mio pensiero si evolve e mi rendo conto di essere anarchico e contrario allo Stato. Il mio fumare sigarette quindi mi rende incoerente, ma continuo lo stesso, anche se nella mia testa una vocina continua a dirmi "stai facendo una cazzata, imbecille, smetti". Provo a smettere una volta, dopo qualche tempo, ma fallisco miseramente e dopo una settimana riprendo peggio di prima. Un amico però nel frattempo è diventato Straight Edge, mi rendo dunque conto che non tutti gli Straight Edge sono delle merde, inoltre il mio uscire spesso con lui mi fa calare sensibilmente con l'alcool. Non mi sbronzo più, infatti.
Continuo per vario tempo a fumare e bere molto poco, finché una sera decido improvvisamente di smettere di fumare (ormai sono passati due anni). Da qui, la strada è decisamente in discesa, poco dopo prendo la patente (in ritardo di qualche anno) e per motivi pratici smetto anche con quel poco di alcool che bevevo ancora, anche se una birra ogni tanto me la sono fatta comunque, ma molto raramente, e comunque senza eccedere.
C'è il lato politico, però, anche nello smettere di bere, oltre al lato pratico. In quanto anarchico, infatti, ritengo che non basti parlare, ma che si debba anche agire, in un modo o nell'altro, come meglio si crede. È infatti innegabile che in varie situazioni sia necessario un livello di lucidità molto elevato, per riuscire a ragionare al meglio, per essere reattivi e pronti a tutto. E il bere alcolici (dato che bevendo sempre meno, reggo anche sempre meno) non mi da questa garanzia.
Le poche birre che ho bevuto, quindi da due anni a questa parte, sono state in serate in cui non dovevo guidare e che ero con amici.
La mia presa di coscienza tuttavia non si ferma, continua, mi interesso anche a discorsi animalisti ed ecologisti, così un giorno prendo la decisione di smettere di mangiare carne. Vengo poi a scoprire che molti alcolici hanno additivi animali, o sono testati sugli animali. Questo mi da la spinta decisiva per smettere anche con quel poco di birra che bevevo ancora.

Non ho citato le "droghe pesanti" (termine che non ho deciso io ma che prendo per buono per farmi capire meglio) perché anche il solo pensiero mi ha sempre dato la nausea.
Nel frattempo vari episodi mi hanno convinto sempre di più della mia "scelta" (o meglio del mio percorso), come la molestia di varie persone sbronze o sotto l'effetto di droghe, come la non gestibilità e il mettere in pericolo sé stessi e anche gli altri in situazioni non propriamente tranquille (manifestazioni presidi e varie) per essere sbronzi o sotto l'effetto di droghe, il continuare a sentir parlare male dei fricchettoni e dei tossici, quando poi ci si comporta allo stesso modo, solo con sostanze diverse, il sentire gente che si scaglia contro lo stile di vita imposto dalla società facendo poi, nei fatti, esattamente quel che ti impone di fare (bere, scopare con chiunque e drogarsi, a più non posso), il fatto che il mio pensiero sia sempre lo stesso, e non solamente nelle occasioni politiche ecc ecc.
Non mi soffermo, per ora, sul fattore sesso, in quanto è un campo molto delicato e incompreso da parecchia gente che si lascia imporre dalla società il suo modello, inoltre sto ancora riflettendo sull'argomento. E non mi soffermo neanche sul fattore personale, perché mi pare chiaro che il classico affogare i propri dispiaceri nell'alcool non fa per me e non ha mai fatto per me, che della vita voglio godermi ogni singolo momento, che sia bello o brutto, facile o difficile ecc ecc, magari è una limitazione, un privarmi di qualche esperienza, ma almeno sono sicuro che le esperienze che farò, sarò io a farle, che se sbaglierò, mi prenderò le mie responsabilità e non scaricherò le colpe su una bottiglia, su un mozzicone o su un ago e schifezze simili, che se farò bene, sarà solo merito mio, e non di una linea di polvere o di un bicchiere vuoto, che se sarà un momento difficile potrò contare su me stesso e sui miei amici, e non annienterò me stesso nella desolazione di una sbronza e di un doposbronza (ma poi tutto torna come prima), e che se invece sarà un bel momento, non lo rovinerò annientando completamente la mia dignità o collassando da qualche parte o non ricordando cosa sia successo ecc ecc.
Faccio un ultima precisazione, come conclusione, dato che non so come concludere il tutto.
Questo aspetto della mia vita riguarda anche altri ambiti, come per esempio il non prendere medicinali se non strettamente necessario, il finanziare il meno possibile le varie multinazionali e lo Stato (quindi vestiario, cibarie, bevande ecc ecc), il cercare di tenersi in forma, ecc ecc.


P.S. Bevo, ogni tanto, il thè, anche se vari sXe lo considerano droga e si rifiutano di berlo.
P.P.S. Anche l'alimentazione è stata molto influenzata e ha influenzato, allo stesso tempo, questo processo di eliminazione delle droghe dalla mia vita.
P.P.P.S. Scusate la lunghezza, ma non ho il dono della sintesi. E ci tengo a precisare che ho omesso più e più cose.

Renounce all acclaimations
Renounce indoctrinations
Renounce all intoxication
Consumption of populations
My goal is liberation
My goal is integration
Self determination
My goal is revelution
Revolt
[Oath - Culture]

17/10/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 9



Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.

La mia scelta è stata dettata da diverse situazioni e aspetti di ciò che mi circonda e dalla mia stessa vita. Posso dire però che il mio percorso all’autodefinirmi straight edge sia avvenuto per forza propria, perchè ero alla ricerca di una coerenza verso me stessa e verso ciò in cui credo. 
Tempo fa frequentavo la  scena street punk, nella quale -purtroppo mi ci è voluto un po’ di tempo- avevo cominciato a notare che non era ciò in cui mi rispecchiavo: pian piano cominciai a stancarmi di riempirmi di birra, di essere controproducente, di parlare di idiozie, di fare sesso promiscuo e di frequentare apolitici (e la maggior parte degli street italiani a quanto pare lo sono) che avevano a che fare con persone dell’estrema destra. Insomma, non mi ci vedevo più in tutta quella merda, e soprattutto mi sorgeva spontanea la domanda: “è veramente necessario annullarmi mentalmente per avere rapporti umani? “.
Questo mi fece riflettere su alcuni aspetti della nostra società, in cui le menti vengono appannate dal continuo consumo di alcool e droga, questo proprio per renderci una massa di lobotomizzati non pronti a reagire. Alcool e droga sono concepiti poi come “strumento essenziale” per essere accettati dagli altri, io invece non sento questo bisogno di assumere sostanze per essere più divertente, simpatica, alternativa: no, volevo e voglio tutt’ora essere totalmente LUCIDA, non dipendere da niente e non essere complice del capitalismo facendo uso di queste merde.
Mentre ancora giravo per la scena street smisi di bere, più tardi (ormai già uscita totalmente dalla scena) eliminai anche le sigarette (di altre droghe non avevo praticamente mai fatto uso, ed erano già state accantonate da anni); tutto questo avvenne anche per altre motivazioni: in quanto vegana, alcool e tabacco sono testati su animali (oltre al fatto che gli alcoolici in larga parte contengono parti animali) e inoltre non voglio prendere parte alla distruzione del mio pianeta e dei miei simili, dal buttare giù foreste al far lavorare umani in piantagioni di morte. 
Appunto, lo STRAIGHT EDGE per me è coerenza verso il mio corpo e verso la mia mente, verso il mio cuore e verso ciò in cui credo.
                                        “I can't stand to the side 
                                         and watch this hell rise.
                                           Watch the forests fall 
                                    and the animals slaughtered. 
                                   Watch my brothers and sisters 
                                    enslaved for corporate greed 
                                     and if war will bring the end,
                                            then war it must be”
                                 (Cauterize, Seven Generations)

10/10/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 8



Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.

Riassumere in cosi poco i motivi di questa mia scelta devo ammettere che risulta parecchio difficile, perchè intraprendere questo percorso è stata una cosa spontanea e naturale, una risposta chiara ed efficace a tante, tantissime situazioni che mi schifano a tal punto da dover arrivare a definirmi STRAIGHT EDGE per distinguermi da ciò che disprezzo. Prima di arrivare a definirmi striaght edge ho passato un periodo che è durato un paio di mesi in cui non facevo uso di nessun tipo di sostanza, ma non mi definivo striaght edge.
Il motivo principale per il quale ho smesso di assumere ogni tipo di droga è stato quello della coerenza; ora sono coerente nel mio essere vegano e antispecista (la maggior parte di tabacco e alcool è testato su animali), ora sono coerente col mio pensiero politico (in quanto anarchico odio il fatto di alimentare capitalismo comperando alcol e tabacco spacciati dallo stato per arricchirsi e lobotomizzare le masse; in quanto anarchico ho SEMPRE di meglio da fare che mettere a riposo corpo e mente con l'uso di qualsiasi tipo di sostanze, c'è sempre gente che muore in fottutissimi lager per migranti o carceri, ci sono sempre lavoratori senza più traccia di linfa vitale totalmente annichiliti da 8 ore di morte al giorno, ci sono sempre animali che muoiono per l'interesse di pochi stronzi e altre persone sfruttate per distruggere interi paesaggi e creare infami piantagioni di tabacco e non soltanto).
 Detto questo... il mio essere striaght edge non è solo un fattore salutista, non è una scelta personale; lo faccio per un processo rivoluzionario coerente, il più efficace possibile.

 Tutti i motivi che ho appena elencato sono ciò che mi hanno spinto a smettere di assumere e odiare ogni tipo di droga; ma la goccia che ha fatto straboccare il vaso, ciò che mi ha spinto veramente a definirmi striaght edge è stata un altra cosa. Mi sono chiesto più di una volta che differenza c'è tra le persone appartenti "scena" punk di oggi, e la gente che devo sorbirmi tutti i giorni tra i banchi di scuola... 
in tutti e due i casi si tratta di gente vuota, fiera soltanto di autodistruggersi (chi con birra chi con altro), per guadagnare punti, apparire come il figo della situazione. Ebbene sì, questa è una cosa non sopporto e spesso mi fa anche diventare intollerante: che cazzo c'è di figo e alternativo nell' autodistruggersi? Se oggi non ti sbocchi sulle scarpe il sabato sera, se oggi non fai a gara con i tuoi amici a chi si scopa più persone in una serata, se oggi non ti rincoglionisci fino ad arrivare al punto di non ricordarti il tuo nome; non sarai mai considerato una persona interessante, una persona con le palle. E' veramente ridicolo e triste, ma è così, e me ne accorgo tutti i giorni, citando Ian Mckaye in un intervista: "Lo striaght edge uno stile di vita? Che cazzata gicantesca! BERE è uno stile di vita, DROGARSI è uno stile di vita, UCCIDERSI DI MERDA OGNI GIORNO è uno stile di vita.. lo straight edge è VITA!".
Tutti questi sono stati i fattori che mi hanno portato a diventare quello che ora sono.
Per quanto mi faccia schifo, se fosse solo autodistruzione, direi "fate quel cazzo che vi pare", ma quando vengono coinvolti innocenti non mi sta bene.

Contro ogni gabbia, mentale e fisica, STRAIGHT EDGE, per l'anarchia.

"Get your booze away from me
Keep your pills out of sight
Don't get smoke in my face
Or you'll get the Straight-edge in your face"
(Slapshot - In your face)

03/10/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 7


Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.


Non avrei mai pensato di diventare straight edge. Dopo esserlo diventato aspettai un po’ prima di renderlo di “pubblico dominio”, quasi fosse un periodo di incertezza, uno spazio temporale di incertezza che mi permettevo prima di prendere una strada che teoricamente dovrebbe essere per la vita. Prima bevevo e fumavo pur rifiutando le droghe “ufficiali” come l’erba e simili, e giustificavo il consumo di nicotina e alcoolici sostenendo di non esserne dipendente e che il mio contributo all’erario statale attraverso i miei consumi era nulla, in confronto al bilancio complessivo. Mi rendevo conto dell’evidente contraddizione ma la ignoravo volutamente accampando ogni sorta di scuse. Fino a che non mi sono reso conto che una persona che predica la resistenza e l’opposizione a un determinato sistema e ad un preciso modo di vivere deve essere coerente con il suo pensiero e con se stessa, rinunciando a quanto lo allontana dal suo ideale e imponendosi rinunce e fermezze necessarie. Non si può inneggiare alla lotta contro lo Stato e poi comprarne le sigarette. Così smisi all’improvviso di bere e di fumare, una sera decisi che la debolezza e l’avvelenamento non erano conciliabili con ciò che pensavo e lo misi in atto, senza procrastinare ulteriormente, senza nessun indugio, certo per’altro della mia assoluta libertà da certi vizi. Passai un mese allucinante, diventando aggressivo e quasi depresso per la mancanza di nicotina, andavo in ansia per nulla e mi innervosivo per motivi del cazzo, così mi resi decisamente conto di quanto determinate cose, liberamente in vendita e il cui consumo è incentivato in maniera abnorme, condizionassero il mio pensiero e soprattutto le mie reazioni ai fatti della vita quotidiana. Dopo 30 giorni ero disintossicato e mi sentivo decisamente ripulito, sentivo che il mio corpo riprendeva a funzionare meglio e a rispondere a funzioni che erano inibite sotto l’azione della nicotina come la flessibilità dei muscoli e ovviamente il fiato. I motivi per cui ho deciso di diventare straight edge, di scegliere una strada fatta di disciplina e astinenza mi pare siano tutti riassunti in una parola: coerenza. Non si può parlare di rispetto per gli altri quando ci si avvelena ogni giorno e ci si uccide il cervello consapevolmente, non puoi rispettare l’altro se non rispetti te stesso; non puoi e non devi dipendere dal tuo nemico: c’è un motivo se lo Stato ha il monopolio di determinati beni di consumo tra cui alcool e tabacco, in modo da poterlo spacciare e monopolizzare il controllo delle dipendenze della popolazione, la guerra tra istituzioni e Mafia altro non è che una guerra tra narcos; non si può fare una cambiamento sociale vivendo nel lusso e nelle debolezze, strumenti controrivoluzionari inventati dal potere e spacciati ai poveri attraverso le illusioni, e nei tempi moderni, con la televisione, la rivoluzione è rigore, è una vita che diventa la lotta stessa, senza compromessi e senza cedimenti, senza punti deboli e senza lati oscuri, è una strada d’acciaio che va intrapresa senza titubanze o dubbi, rinunciando a ciò che può offuscare la mente riducendo la lucidità del pensiero, necessaria nell’azione come nella strategia (l’alcool, non a caso la seconda sostanza più abusata, è un inibitore mentale estremamente potente) o anche solo distogliere dall’obbiettivo per indulgere nel vizio di cui si è schiavi. Coltivando una dipendenza non si fa altro che costruire un muro di difesa per le istituzioni che si vogliono distruggere. Coerenza, per questo sono diventato straight edge.

26/09/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 6



Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.


Quando mi chiedono perché son diventato straight edge non ho mai tempo per spiegare a fondo le mie ragioni, a volte mi soffermo alle solite motivazioni politche. A volte notando certi elementi mi nascondo dietro il "E' UNA COSA TROPPO LUNGA DA SPIEGARE" troncando lì di botto la discussione (come se dovessi spiegare io il perchè della mia astinenza e non loro, siamo caduti in basso eh?). i motivi sono semplici, non voglio delegare le mie emozioni a un qualcosa, non voglio essere aiutato da sostanze psicoattive, voglio tornare semplicemente naturale e me stesso, puro perfetto e unico padrone della mia vita, un auto esaltazione individualista? si, ma anche un approccio coerente alle mie ideologie antispeciste ed ecologiste. Prima di smettere di fumare dicevo sempre MA IO FUMO TABACCO PUEBLO (quante volte l'avrò sentito?) come se fosse abbastanza per la liberazione animale, senza pensare a quanti habitat vengono distrutti, a quanti danni fa l'agricoltura intensiva di quelle multinazionali.
Io non voglio vivere col senso di colpa e nascondermi dietro una frase banale solo per alimentare un' insulsa pratica di controllo, come non voglio bere bevande con chiarificatori e chissà quante altre merdate usano per rendere presentabili degli alcolici. Ma per me lo straight edge non si ferma solo a queste cose: forse è iniziata un pò come per tutti i ragazzini di 13 anni che conoscono nuove persone e vogliono sentirsi accettati, io feci lo stesso, cominciai a fumare e bere occasionalmente, per forza di cose una città apatica noiosa senza nulla da offrire se non discoteche e centri commerciali, ti porta a bere per noia.
Sono sempre stato un ragazzo con moltissima insicurezza, timidezza e bassa autostima, ho attraversato dei momenti brutti dai 16 ai 18 anni, tra cui una tormentata separazione dei miei genitori e una depressione che mi ha portato all'autolesionismo fisico, a bere continuamente e a prendere per un breve periodo degli psicofarmaci (poi ho smesso perché odiavo sentirmi una larva). Conoscevo già l'esistenza del movimento straight edge e l'ho sempre considerato come un movimento ridicolo e idiota, ma ricordo di aver visto ad un concerto una fanzine che parlava appunto di questa sottocultura e lo trovai interessante, provai l'astinenza ma per via della mia poca convinzione durò a malapena un giorno, da li smisi di pensarci per anni, ma per vari motivi cominciai ad ascoltare gruppi straight edge e due in particolare (earth crisis ed have heart) mi portarono ad interessarmi di nuovo, giorno dopo giorno, fino a riuscirci. Lo straight edge mi sta aiutando ad amare di più me stesso a distruggere i miei problemi con lucidità con le mie forze cercando di essere più sicuro, negando qualsiasi sostanza che possa prendere il controllo su di me, vedendole quasi come un insulto alla mia unicità, mi da un senso di libertà e potenza che non ho mai provato, rifiuto le false convinzioni che portano a bere e drogarsi per divertirsi, o ad avere tra le mani qualcosa di ricreativo per sentirsi a proprio agio con le persone, o a essere estroversi grazie ad un aiuto, lascio fare al mio istinto a me stesso e a nessun altro, ricordando che ho solo questa vita da vivere, e la voglio vivere momento per momento essendo me stesso fino in fondo.

19/09/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 5


Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.


Mi è stato chiesto di scrivere questo testo i motivi della mia scelta di vita Straight Edge. Tenterò quindi di riassumervi il perchè ho chiuso con un determinato passato e perchè ho deciso di diventare Straight Edge, circa due anni fa.
Tutto è iniziato a Maggio 2009, quando iniziai ad avere le prime sensazioni di insofferenza nel vedere la gente completamente ubriaca e a pensare seriamente di chiudere con la scena street, visto l'andazzo che aveva (e ha tutt'ora) preso la scena negli ultimi tempi.
Molti di voi sapranno che la scena punk in ITALIA, originariamente, era nata come una realtà fortemente politicizzata e di orientamento anarchico o comunque libertario, legato alla cultura delle occupazioni, del rifiuto della guerra, del pacifismo. Ultimamente, però, si è diffusa (forse per seguire il "modello" inglese, non lo so) questa idea che l'apolitica, sia la vera connotazione del punk e più precisamente dello STREET PUNK. Agli inizi della mia esperienza nella scena street, non ci facevo caso, però a mano a mano che passava il tempo iniziai a conoscere meglio la gente che mi stava intorno e le loro "compagnie". Così feci la bella scoperta, che una stra grande maggioranza delle persone che componevano la scena, frequentavano (e frequentano) esponenti della estrema destra italiana (boneheads e nazi punk), gente che odio e che vorrei eliminare fisicamente, essendo degl’ingranaggi di quella macchina infame che è lo Stato. Questa scoperta non mi fu propriamente gradita. Da quì la nascita di alcuni dubbi sulla continuazione del mio percorso, nella scena street punk. Il colpo di grazia mi arrivò l'1 giugno quando capii che nel mondo dello street punk, non riuscivo a scaricare in modo produttivo la mia rabbia. Infatti ai concerti o ai ritrovi del sabato, bevevo, anche parecchio alcune volte e finivo per stare male fisicamente, oltre al fatto che non si faceva nient'altro oltre a parlare di cazzate. Quindi quel giorno decisi di tagliarmi la cresta e di uscire dalla scena street.
Dopo, nelle settimane successive, iniziai bere, a mano a mano, di meno, ai concerti o alle uscite con gli amici, e sinceramente mi divertivo di più e stavo anche meglio con me stesso. Contemporaneamente coltivai la mia passione per la musica punk hardcore. Una musica più aggressiva, più impegnata di qualsiasi altro genere musicale. Insomma rispecchiava (e rispecchia tutt'ora) il mio stato d'animo in continua agitazione..
Arrivò Luglio. Partii per la terra dei miei parenti dalla parte paterna, la Sardegna. Ci rimasi per un intero mese dove potei riflettere a lungo sulle mie basi politiche (leggendo molto e facendo dibattiti con amici di Cagliari) e sulla mia vita. Verso la fine della mia permanenza nell'Isola, decisi insieme ai miei genitori, di fare una gita di un pomeriggio, nei luoghi dove il Capitalista Milionario Medio passa le vacanze solitamente: PORTO CERVO, PORTO ROTONDO. Lì potei osservare molti esemplari dell’uomo di successo della società.
Mi feci delle domande e mi detti una risposta: Vuoi diventare come loro? NO; Vuoi essere un arrivista proprio come loro? NO; Solitamente, in questa società, quali sono i fattori che rendono una persona "realizzata"? Un uomo ricco; un uomo che si scopa molte donne, collezionandole come trofei, non ricordando nemmeno i loro nomi e a volte anche i volti; un uomo che si diverte in feste dove alcool e droga sono normalità. Conclusi che tutto ciò mi faceva SCHIFO.
Ecco la nascita dei primi pensieri, rivolti allo "Straight Edge".
L'1 Agosto, fu il giorno in cui decisi definitivamente di diventare "Straight Edge". Lo feci per vari motivi:
1)Voglio essere sempre lucido, in qualunque occasione, sia ai concerti, sia alle manifestazioni, sia nella vita di tutti i giorni. Insomma SEMPRE.
2)Voglio vivere una vita il più possibile sana, anche se purtroppo non è del tutto possibile, in un mondo artificiale e nocivo, quale è il nostro; quindi ho deciso di chiudere con l'acool (le sigarette non le ho mai fumate, con gli spinelli avevo smesso da gennaio e comunque il loro consumo era prevalentemente indirizzato ai concerti e raramente)
3)Il sesso occasionale mi fa schifo, perché dando molta importanza all’individuo, soprattutto a me stesso, non riesco a concepire come ci si possa far usare, in modo consenziente, concedendosi solo per raggiungere il piacere sessuale, l’orgasmo. Come rifiuto questa società alienante, le sue leggi e i suoi meccanismi, rifiuto il sesso occasionale e promiscuo. Non intendo essere il dildo umano di nessuno. 
4)La droga (anche l'acool e il fumo sono inclusi) è un'arma del potere, per lobotomizzare le persone e renderle una massa di coglioni. La droga ti fa sopportare la merda che si ingoia tutti i giorni. Appiana ogni tipo di dissenso e resistenza. Basti pensare a come fecero i coloni americani a comprare la dignità dei pelle rossa, con il whisky o come lo Stato italiano stroncò i movimenti del ’68 e ’77 con ondate di repressione spietata ed eroina.
5)Le droghe sono un fattore di omologazione, che ti fanno accettare dalla società e dai suoi componenti. Io non intendo fare parte di questa società, basata anche sullo svago continuo, e non mi interessa minimamente far parte della massa, quindi rifiuto i suoi “divertimenti” e ne trovo di alternativi, più sani e costruttivi decisamente.                                                                                 6)Approvo la visione ottimistica e di reazione al sistema, che è presente nello stile di vita (e movimento) Straight Edge. Sono stufo di vedere i soliti punk che si lamentano del sistema e poi si autodistruggono a colpi di litri di birra. E' ora di reagire, cazzo. BASTA con sta visione pseudo nichilista della vita !
7)L’alcol e il fumo non sono cruelty free, quindi da vegano e condividendo i principi di liberazione animale e della terra, ho dei motivi in più per non assumere quelle sostanze. Queste ultime per la maggior parte sono testate ogni giorno su animali innocenti, “colpevoli” solamente di far parte di una specie diversa da quella umana dominatrice. Inoltre la gran parte delle birre non sono nemmeno vegane, visto che contengono sostanze di origine animale (come la colla di pesce).
Queste sono le mie motivazioni per cui ho fatto questa scelta, spero di non avervi annoiato (anche se è probabile ).

Concludo con:


(I) Don't smoke,
(I) Don't drink,
(I) Don't fuck,
At least I can fucking think.

I can't keep up,
I can't keep up,
I can't keep up,
Out of step with the world.

Listen,
This is no set of rules,
I’m not telling you what to do,
All I’m saying is I’m bringing up three things,
That are like so important to the whole world,
That I don’t identify as much importance in,
Because of these things,
Whether they are fucking or playing golf,
Because of that I feel.

I can't keep up,
I can't keep up,
I can't keep up,
Out of step with the world.

Cashing in...

12/09/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 4

Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.

"Alcune ideesono velenose.
Ti fotteranno.
Distruggeranno la tua vita.
E ti faranno sentire solo ed alienato.
Stai attento.
Le idee sono mortali."

Riportare alla mente il perché mi ritengo straight-edge è come percorrere una strada della durata di quasi dieci anni. Mi rendo conto, pensandoci ancora più profondamente, che le origini che hanno portato a definire me stesso per quello che sono vengono anche da qualche anno prima. Sono uno di quelli che gli Erode definirono in una loro canzone come "generazioni cresciute tra la strada e la ferrovia". La periferia era quella "mortale" di una grande città come Roma, "mortale" per tanti motivi: assenza di strutture, scuole fatiscenti "affogate" nel cemento, poca gente disposta ad occupare uno stabile, presenza massiccia di forze del disordine spesso più collegate che mai ad ambienti malavitosi (il crimine paga... e paga meglio dello Stato quando sei un carabiniere di periferia...).
La sensazione era quella tipica di ragazzi/e abbandonati/e alla volontà di chi decide e sancisce che vivi ai margini e che come tale vieni considerato, un emarginato. Pian piano cresci e fai le tue scelte avendo due possibilità, o vivi in strada (con i suoi pro e contro...) e cresci come tale o ti fai la tua gioventù tranquilla neglio scouts di quartiere, specchio riflesso della cultura falsamente buonista, di fatto elitaria e borghese dettata dalle chiese che infestano la città in cui vivo. Io un po' per desiderio, un po' perché di famiglia atea, ho preferito la prima via. Lungo questa sono cresciuto diventando in parte quello che sono oggi con il mio piccolo bagaglio di esperienze e di idee. Le storie sono quelle comuni a molti forse, storie di quei ragazzi che sono cresciuti nelle periferie delle grandi città a cavallo tra gli anni '80 e '90, che hanno semplicemente vissuto, si sono scontrati e qualche volta sono rimasti sull'asfalto. Il problema principale del mio quartiere era la droga, l'eroina prima di tutto, districarsi nei giardini o tra i colonnati di cemento in mezzo a moltitudini di siringhe usate diventava anche un "passatempo" quando si era un po' più giovani. Poi quando si cresce cambiano le cose, si affacciano altre situazioni, altre problematiche, ma la droga resta e qualche volta si porta via anche qualche tuo amico. In quel periodo avevo già le mie idee, non sono mai stato una persona eccessivamente "oltre" riguardo il consumo di determinate sostanze che fossero droghe o alcool. Le vicende che mi hanno toccato da vicino e mi hanno cresciuto hanno avuto un ruolo rilevante. Lo straight edge innegabilmente è arrivato con la musica, prima il punk, poi l'hardcore, incominci a fare delle considerazioni e qaìualche prima conclusione saltò fuori. Vecchi concerti che lasciano il segno come quelli dei By All Means, dove ancora si sentiva la sensazione sincera di avvenimento che non erano solo musica ma anche e soprattutto motivo di riflessione e di dibattito!
La cosa più bella che sento anche ora è il fatto che, quando ho stabilito di esserlo, e di sentirlo parte integrante delle mie idee, non ho dovuto chiedere il permesso e non ho dovuto render conto delle mie idee a nessuno. Il concetto primo che era proprio del mio essere straight edge era innanzitutto la semplice libertà di esserlo, questo mi spinge tuttora a definirmi tale. Non ho mai pensato che fosse un altro ennesimo fenomeno elitario, frutto della vasta miriade di sottoculture finto alternative, bensì una delle chiare espressioni di opposizione ad un sistema che ancora oggi rifiuto. In una società dove il consumismo diventa un valore ed il benessere economico un punto di arrivo, l'uso massiccio di droga, alcool e farmaci diventa un "appellativo", un modo per uscire dagli "schemi", per trovare una maniera diversa di vivere una vita che il presente ti sbatte in faccia senza pietà ed il futuro ti prospetta "uguale" fino alla fine. Le scelte, quelle di tutti i giorni, influenzano la nostra vita ed anche quella di altri, ho scelto di diventare straight edge non solo per me stesso. L'ho concepito prima di tutto come uno strumento di liberazione dalla triste routine ideologica che ci vede asserviti a "preconfezionate" idee dove i sentimenti ed i pensieri diventano come di plastica, ad uso di chi ci vuole fedeli e sottomessi alle leggi del "viver bene" secondo canoni imposti dalla politica di palazzo, dalle leggi dello Stato, dai nuovi usi e costumi dettati dai media. Quando decisi che non avrei consumato droghe o alcool ho stabilito che la mia scelta fosse prima di tutto politica, non di "stile" relazionata alle persone che ruotavano attorno a me. Dietro il consumo di droga (nella comune accezione di quella acquistata da chi spaccia per "conto di terzi" ) si cela un mercato in cui chi vuole una società senza sfruttati non può chiudere gli occhi e far finta di niente. Sostanze come ecstasy o cocaina provengono da situazioni in cui chi vive in povertà viene sfruttato per la coltivazione, la produzione ed il trasporto (le donne/ragazze usate come "corrieri" perché meno soggette a controlli sono una dura realtà). Conseguentemente a questo non posso accettare che il consumo di droghe, oltre che portare a noi stessi danno fisico, può portare ad altri danni ben maggiori. Stesso discorso ho intrapreso con il consumo di alcool industriale dove assolutamente le condizioni non cambiano! Non possiamo dichiararci contro le multinazionali, contro il loro modo di operare e poi permettere che il malto usato per le marche di birra più conosciute provenga da paesi sottosviluppati dove la mano d'opera costa poco. Qual'è quindi la differenza rispetto ad una multinazionale come la Nike o la Coca Cola?!?! A mio parere nessuna. Il discorso sul tabacco in parte si ricollega a quanto detto sul consumo di droghe; preferisco, come spesso ho dibattuto con alcune persone, "accettare" un consumo di marijuana inteso in un concetto di autoproduzione piuttosto che il consumo di tabacco industriale strettamente legato ancora una volta allo sfruttamento dei paesi sottosviluppati economicamente. Il problema è anche strettamente connesso a "lobby" che considerano il profitto come fine ultimo. Dagli Stati Uniti è da poco stata emessa l'ennesima sentenza che nega ai parenti di persone decedute per cancro ai polmoni dovuto al consumo di tabacco, un rimborso da parte della Philip Morris, anche in questo caso la mia domanda è: da che parte stiamo?!?! Come persone che concepisce lo straight edge anche come una "rivoluzione interiore" posso fare delle scelte in base a quello che reputo giusto per me stesso (non consumo droghe o alcool perché voglio mantenermi lucido e pronto a reagire), ma quando le scelte legittimano anche solo indirettamente la sofferenza altrui, allora la "rivoluzione" non può essere più solo interiore. Con la sofferenza altrui stiamo comprando un nostro "piacere" momentaneo, è un fatto che rappresenta la realtà, che piaccia o meno.
Personalmente ho sempre avuto la prospettiva di un pensiero che si potesse proporre assieme ad altre realtà (all'interno del movimento punk o skin per esempio) come una scelta concreta di opposizione politica e sociale. L'essere straight edge ha sempre rappresentato agli occhi di molti una scelta "elitaria" fatta per dichiararsi migliori di altri o per contestare scelte personali di chi vive una vita secondo abitudini differenti. Non ho mai smesso, ne mai lo farò, di dialogare riguardo questi temi con chi non la pensa come me o vede delle "sfaccettature" diverse. La mia esperienza di vita e le mie convinzioni mi portano ad agire in tal senso. Non ho preso determinate decisioni per contestare scelte personali altrui ma per comprendere che in diverse realtà è necessario prendere coscienza e non perderò mai la fiducia in questo. I miei migliori amici non si definiscono straight edge, ma la percezione che ho di loro, è di persone che possono contribuire, come sto cercando di fare io, a cambiare una parte di cose che costituiscono la dura realtà dei fatti in una società di diseguali. Una definizione, anche se ropria per il sottoscritto, non stabilisce come forzatamente diverso un percorso di lotta altrui se questo è comune al mio, si può essere "accomunati" anche senza una semplice definizione. Questo è anche quello che sento mio nelle battaglie di tutti i giorni, dove soltanto attraverso il superamento di barriere "mentali" si potrà arrivare ad ottenere qualcosa di concreto.
Distruggere per poi ricostruire, questo è quello che mi viene in mente pensando allo straight edge, so che non è facile da immaginare, ma la profonda coscienza politica che sento a tal proposito mi porta a pensare a questo, a stabilire che è necessario arrivare a comprendere che non possiamo chiudere gli occhi pensando che riaprendoli le cose saranno cambiate. Il cambiamento può partire solo da noi e può essere soltanto radicale. Il compromesso è un termine che non mi si addice e che non penso si addica a chi aspira a dei cambiamenti sociali e concreti. In questo senso considero lo straight edge un punto di partenza, n momento per stabilire che ci sono delle lotte che vanno intraprese. Tali lotte coinvolgono chiunque abbia sentimento e volontà di capire che la liberaione non può essere un concetto astratto ma deve inserirsi in un quadro di libertà totale (non solo umana ma anche animale e della Terra). Ho speranza un giorno di poter avvistare un punto di arrivo, vorrà dire che qualcosa di concreto è avvenuto. Sono straight edge perché non amo giustificare e non amo delegare. 

05/09/11

Straight Edge - Motivi Di Una Scelta - 3

Giro la scena musicale e politica ormai da un po' di anni, e ne ho viste di cotte e di crude. Mi sono anche accorto che oltre a parecchi pregiudizi c'è pure molta ignoranza sul movimento straight edge e/o sulla scelta di vita "drug free" e sulle motivazioni, in particolare, che possono portare ad una tale scelta, proprio per questo ho deciso di pubblicare alcuni testi riguardanti questo argomento, i MOTIVI DI UNA SCELTA, alcuni tratti da un opuscolo che ho in casa, che si chiama "A Commitment For Life" che tratta proprio l'argomento straight edge, alcuni scritti da conoscenti amici o anche da me stesso, chi lo sa, non metterò le firme.

Mi è capitato di crescere in una città medio piccola, felice nel suo isolamento culturale e nella sua provincialità. Ricordo la sera in cui ho bevuto la mia prima birra, un ragazzino come tanti in una delle sue prime uscite serali tra amici. Generalmente mi limitavo a un bicchiere di Coca Cola o un succo di fruttama quella sera mi trovavo insieme a ragazzi poco più grandi di me e che non conoscevo troppo bene. Tutti ordinarono superalcolici e birre e io feci lo stesso per non essere visto come lo sfigato di turno.
Negli anni successivi sono cambiati i giri, le compagnie e gli amici, ma il binomio uscita in gruppo + alcool è sempre rimasto. In ogni ambiente che ho frequentato ho sempre trovato abitudine normale bere alcolici (con più o meno moderazione) e strano invece rifiutarli.
Crescendo ho iniziato a pormi in maniera critica verso molte delle cose che venivano comunemente accettate (tra cui l'abitudine di bere per essere accettati o non discriminati) e ho iniziato a limitare sempre di più il consumo di alcolici.
Una sera mi trovavo ad una festa in piazza a Bologna; avevamo già iniziato a bere birra a cena e abbiamo continuato per tutta la serata. Nel caos generale, tra un concerto (pessimo) e alcuni scherzi idioti si è persa completamente la percezione della realtà e la serata è finita al pronto soccorso con un ragazzo con la faccia scorticata da una caduta sull'asfalto e un altro con un labbro rotto.
Ho ripensato un sacco di volte a quella serata e mi sono sempre detto che per la situazione che si era creata ci è andata fin troppo bene. Da quella volta ho deciso che una situazione del genere non si sarebbe più ripetuta e di lì a poco ho iniziato ad escludere completamente alcool e droghe dalla mia vita.
Ero già vegetariano da alcuni anni e conoscevo il movimento straight-edge nonostante non avessi mai approfondito veramente le motivazioni che ne stavano alla base. In quel periodo stavo anche iniziando ad eliminare dalla mia dieta i derivati animali e venire a conoscenza degli additivi usati negli alcolici e nel "taglio" delle droghe mi diede senza dubbio una spinta decisiva.
Tuttavia ho sempre considerato lo Straight-edge come un qualcosa di inscindibile con l'hardcore e quindi non vivendo ancora a stretto contatto con questo mondo non mi sono sentito di definirmi tale.
(Con questo non voglio dare nessun peso alle definizioni, concetto che propriamente non mi si addice, ma ne riconosco l'utilità pratica qundo si deve descrivere qualcosa in questi termini).
I motivi che mi hanno portato a scrivere questo testo sono principalmente due. Ritengo che in Italia la conoscenza delle motivazioni alla base del movimento sxe sia ancora, dopo tanti anni, molto approssimata. Ho sentito fare commenti tra i più disparati che definivano lo straight-edge una moda giovanile , una religione, una setta o comunque un qualcosa di vincolato da regole di condotta morale e leggi incontestabili. Con queste righe spero che venga gettata un po' di luce su questo stile di vita e che possano magari servire ad avvicinare qualcuno a questa etica di comportamento.
In secondo luogo mi preme sottolineare la connivenza tra uno stile di vita "drug free" e l'essere libertari e antispecisti. Nell'ambiente punk-hardcore ci si trova spesso a discutere su concetti che io considero elementari per finire poi a scontrarsi contro modi di pensare che ho sempre ritenuto propri di altri tipi di culture (sessismo e specismo soprattutto). Per questo mi dispiaccio a sentir parlare di anarchia o liberazione animale un carnivoro o qualcuno che fa largo uso di tabacco e droghe varie o constatare che il concetto di libertà che in molti propugnano è assai raramente esteso agli animali e a noi stessi. Il mio parere è che, a maggior ragione se si sceglie un percorso di lotta o di critica verso questo complesso di valori di sfruttamento, sia necessario mantenere uno stile di vita il più possibile al di fuori delle meccaniche di morte che esso genera ed essere in grado di poter agire con lucidità in ogni situazione. Questo non per chissà quale appello alla purezza o all'integrità del corpo ma per questioni molto più pratiche legate alla gestione razionale di situazioni difficili.
Iniziamo a concretizzare la libertà invece di discuterne soltanto.

Le azioni parlano più delle parole!